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Il podcast di Ravenna Festival: interviste ai protagonisti, presentazioni degli eventi, schede artistiche e tante curiosità ad un solo click di distanza. La tua pulce nell’orecchio...
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teatro Alighieri 11 giugno 2008

Ravenna Festival rinnova la collaborazione con Radio Emilia- Romagna e anche quest'anno propone una sezione podcast ricca e variegata che puoi ascoltare e scaricare direttamente dal sito della Radio.

Ascolta le interviste a Cristina Mazzavillani Muti e a Franco Masottiwww.radioemiliaromagna.it

   
   
   
Anita dei Due Mondi 13 giugno 2008

Caratterizzato come di consueto da un approccio multidisciplinare e allo stesso tempo tematico, il Ravenna Festival 2008 ha come oggetto la donna, nel mito e nelle arti, e non a caso la serata d’apertura è affidata al personaggio-simbolo della tradizione operistica italiana, quello più amato, il più popolare e romantico dell’intero catalogo verdiano, Violetta Valéry, la protagonista de “La traviata”.
Un’opera in cui la figura femminile assume la dimensione del “mito” per la capacità di riassumere in sé letteratura e vita, immaginario poetico e realtà vissuta. Perché dietro Violetta si cela non solo la Marguerite Gautier del romanzo e della piéce teatrale di Alexandre Dumas figlio, “La dame aux camélias” cui Giuseppe Verdi si ispirò, ma anche la giovane Marie Duplessis che lo stesso Dumas aveva amato, e sulla cui amara e brevissima vicenda biografica si innesta, appunto, il “mito”.
Il dramma di Violetta è riletto attraverso la sensibilità femminile di Cristina Mazzavillani Muti, che firma questa nuova regia immergendolo idealmente nelle pervasive atmosfere di valzer da boulevard – quelle vissute da Verdi negli anni parigini -, senza rinunciare a quella voglia di sperimentare che fin dalle prime prove ha caratterizzato il suo innovativo gesto registico. “Violetta – spiega Cristina Mazzavillani Muti – è un’anima bianca, disincarnata, un’ombra eterea e immacolata che si dibatte in una sorta di lanterna magica: giudicata, usata, violentata e mai capita. Una storia che si perpetua all’infinito”.
L’innovazione, in questa nuova produzione di Ravenna Festival, è resa dal particolare gioco di luci, disegnato da un poeta dell’illuminotecnica quale è Vincent Longuemare, dall’ardita spazializzazione digitale del suono affidata a Luigi Ceccarelli, e dalle scene essenziali di Italo Grassi, su cui si muovono cinque straordinarie ballerine dell’Ensemble di Micha van Hoecke, mentre la parte visiva dell’opera è completata dai costumi di Alessandro Lai. La fedeltà alla partitura verdiana è assicurata invece dal maestro Patrick Fournillier, sul podio dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna.

Ascolta l’intervista a Vincent Longuemare e alcuni brani dell'operawww.radioemiliaromagna.it

   
   
   
La Traviata - Ravenna Festival 2008 16 giugno 2008

E’ il palcoscenico della rocca Brancaleone a ospitare il primo dei cinque ritratti di donna, “Anita dei due mondi”, che costituiscono il principale filone tematico di un Ravenna Festival intitolato appunto alle donne “erranti, erotiche, eretiche...”. Ed errante era sicuramente la brasiliana Ana Maria de Jesus Ribeiro, meglio conosciuta in terra di Romagna come Anita Garibaldi. Proprio ai margini delle valli intorno a Ravenna, a Casa Guiccioli in località Mandriole, Giuseppe Garibaldi lasciò la moglie sul giaciglio che ne raccolse l'ultimo respiro. Era il 4 agosto del 1849, e Anita aspettava il quinto figlio della sua giovane vita trascorsa sempre tra due sponde, tra il Sudamerica e l'Europa, tra la libertà e l'amore. Oggi, incontrandone in un omaggio coinvolgente la memoria e la vitalità, Luisa Cottifogli dà corpo e voce alla giovane sposa dell’eroe italiano, e ci racconta un’avventura che con grande coraggio ha conciliato natura e cultura, femminile e maschile, movimento e attesa, riscoprendo valori universali e segreti d’inconfessabile modernità. Grande interprete, musicista, cantante e compositrice, dopo il successo di “Rumì” – l’album che le è valso il riconoscimento della critica e del pubblico italiano ed europeo –, questa volta la Cottifogli recita dunque in un progetto teatral-musicale ambizioso, nelle vesti di Anita Garibaldi, eroina dei due mondi. Ma protagonisti dello spettacolo, insieme ai testi di Federica Iacobelli, sono anche il compositore e pianista Gianni Pirollo, il clarinetto di Gabriele Mirabassi e Gabriele Bombardini, che con la sua chitarra ha curato gli arrangiamenti dei brani della Cottifogli e, con uno stile decisamente originale, anche quelli di Lenine e Sting. E anche, alla batteria e alle percussioni, Cristian Capiozzo, figlio del compianto Giulio, percussionista e cofondatore degli Area, oltre a Enrico Guerzoni, esperto violoncellista con il quale la vocalist dei Quintorigo esegue un classico brasiliano di pixinguinha, “Rosa”, e una sorta di monologo letto a spartito, una tirata sulla gelosia commentata da un brano di Bach stilisticamente giocato sul totale contrasto rispetto alle parole del testo, particolarissimo pezzo di meta-teatro voluto dai registi Stefano Randisi e Enzo Vetrano. Tra un panorama e una canzone, un racconto, una memoria e una visione, “Anita dei due mondi” diviene così spazio-tempo in cui la musica è una tessitura tra le arti.

Ascolta l’intervista a Luisa Cottifogli e alcuni brani del concertowww.radioemiliaromagna.it

   
   
   
Rosvita - Ravenna Festival 2008 20 giugno 2008

La donna è ancora al centro del Festival di Ravenna, venerdì 20 giugno alla Rocca Brancaleone il Teatro delle Albe presenta il secondo ritratto: “Rosvita”, di Ermanna Montanari.
Rosvita è una drammaturga del X secolo, il “secolo di ferro”, quando Ottone I rifonda in Germania il Sacro Romano Impero, una monaca sassone che nel convento di Gandersheim riscrisse le commedie di Terenzio, trasformandole in drammi edificanti.
Lo spettacolo è stato concepito come una sorta di lettura-concerto dalla protagonista della piéce, Ermanna Montanari – Premio Ubu come migliore attrice nel 2007 per lo spettacolo “Sterminio” –, ora intenzionata a restituire l’integralità dei drammi che, frantumati, avevano dato vita, quasi vent’anni or sono alla precedente “Rosvita” messa in scena dalla compagnia ravennate: “Conversione di Taide e Martirio di Agape”, “Irene e Chionia” e, come epilogo, “Maria, stella del mare”, intrecciati con i versi di Sant’Agostino, Baudelaire e Amelia Rosselli.
Tra le mura del fortilizio veneziano risuonano, per la regia di Marco Martinelli, le voci della Montanari e delle giovani attrici Cinzia Dezi, Michela Marangoni e Laura Redaelli, per raccontare, come sottolinea l’autrice, “le figure tratteggiate da Rosvita con la sua prosa rimata” che, “svuotate dalla loro sostanza corporale, diventano emblemi dello spirito, marionette al vento”.
La parola è la protagonista unica dello spettacolo, svuotato di scenografie, di azione; tutto è “visto” attraverso la voce, e i suoni del canto gregoriano (musica celeste) uno spazio-luce – di Enrico Isola ed Ermanna Montanari con l’assistenza di Claire Pasquier – che potrebbe essere ovunque, in un autostrada, in mezzo ad un parcheggio o di fronte ad un ipermercato. Non c'è logica, non c'è buon senso, non c'è misura: tutto si compie nell'eccesso dell'interiorità, là dove si affrontano le sfide decisive.
Rosvita è donna e religiosa in un mondo maschile, vissuta in un'isola di erudizione femminile, allieva di donne quali la monaca Rikkardis e la badessa Gerberga; è autrice che s'ispira al latino del “lascivo” Terenzio per creare drammi che esaltino la cristianità, che nelle prefazioni alle proprie opere fa atto di umiltà e modestia dinanzi ai dotti (uomini) del tempo, ma che tra le righe appare decisa e fiera di quei drammi che oggi si considerano tra gli incunaboli del teatro europeo, e che Antonin Artaud additò addirittura tra i prototipi del ''teatro della crudeltà''. E ora il Teatro delle Albe intitola a suo nome questa miniatura corale, inanellando e montando frammenti delle sue partiture sceniche: in esse vengono sconfitte crudeli figure paterne e autoritarie, in esse le tormentate figure femminili, in maniera improvvisa e iperbolica, accettano precipitosamente sia la tentazione che la resa che la conversione.

Ascolta l'intervista suwww.radioemiliaromagna.it

   
   
   

Orchestra Cherubini - Ravenna Festival 2008

Orchestra Cherubini - Ravenna Festival 2008

27 giugno 2008

Riccardo Muti e l'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" propongono la Quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven. Una prova d'orchestra che si prefigura come una sorta di "spettacolo nello spettacolo" con la quale Riccardo Muti fa il suo esordio in questa edizione 2005 del Ravenna Festival (che lo vedrà impegnato in altri quattro appuntamenti) alla guida di una compagine di giovani di talento, motivati e desiderosi di crescere musicalmente oltre che consapevoli di vivere una grande opportunità. Questo è ciò che accomuna tutti i componenti della neonata orchestra Cherubini a battesimo in questo impegnativo Festival che li sta scoprendo giorno dopo giorno, protagonisti consapevoli ed all'altezza della situazione.

Il Maestro e la "sua" Cherubini si cimentano non in un consueto concerto ma in un viaggio attraverso le pagine più significative della Quinta sinfonia di Beethoven, Prova d'orchestra è il titolo, lo scopo: non un semplice intrattenimento ma l'approccio diretto e più consapevole del pubblico che è reso partecipe di una costruzione che si ripete volta dopo volta prima del debutto di ogni spettacolo.Un cammino verso la perfezione nel quale si entra nel profondo di ogni opera, scoprendone con sorpresa la complessa e geniale architettura che la compone. "Assistendo alle prove il pubblico può capire cosa c'è dietro quel gesto, che cosa il direttore chiede agli strumentisti nell'elaborazione della dinamica, del fraseggio, nell'accostamento e nel dosaggio di timbri diversi, nella cura dei rapporti sonori e dell'intonazione..." afferma Muti che seguita considerando "...Il direttore ideale è quello che riesce a portare l'orchestra ad interpretare il brano secondo le proprie idee che riesce a trasmettere il proprio messaggio attraverso il suono e il suo gesto, oltre a guidare l'orchestra , deve evocare il senso della musica, non sovrapponendosi ad essa fastidiosamente".

Con questo suggestivo e particolare concerto, il progetto Cherubini entra nel pieno della sua attività. Dopo il debutto ufficiale del 5 giugno a Piacenza, l'orchestra, incontra a Ravenna - la sua residenza estiva - il suo fondatore Riccardo Muti che forte di conoscenze e grande esperienza maturata in anni di carriera internazionale ha sentito il desiderio di trasmettere tutto questo enorme bagaglio ai giovani musicisti. È indubbiamente una realtà in controtendenza, che fa largo ai giovani: qui ai migliori frutti delle nostri istituti musicali è consentito esprimersi attraverso l'arte ed il loro talento attingendo da una compagine di solisti e direttori importanti, quel bagaglio di nozioni, segreti ed esperienza necessari alla crescita di un vero musicista professionista. Usa parole di riguardo Muti descrivendo la giovane formazione mostrando con entusiasmo quanto creda in questo progetto "...con questi giovani tutto è possibile, tutto si può inventare, come può accadere solo con le orchestre di grandissima qualità, quali i Wiener o i Berliner....gli orizzonti interpretativi sono infiniti."

La lezione concerto è resa possibile grazie al prezioso contributo di Coop Adriatica, storico sostenitore del Ravenna Festival.

Ascolta l'intervista suwww.radioemiliaromagna.it